Green Retail Forum 2021 | La transizione – La sintesi

Green Retail Forum 2021 | La transizione – La sintesi

Lo scorso 21 ottobre si è svolta la undicesima edizione del Forum -ideato da PLEF  e Ndb- Marketing Consapevole- e dedicato all’evoluzione del largo consumo verso la sostenibilità esaminata nei luoghi d’acquisto, ovvero dove i consumi e stili di vita si riconoscono.

 

L’evento organizzato con Altavia Disko, Edizioni DM, GS1 Italia e ospitato per la seconda volta da Accenture nei sui modernissimi spazi di ACIN – Accenture Customer Innovation Network ha visto partecipare in diretta o da remoto 36 speakers protagonisti di questo mondo e 170 collegamenti da remoto, attratti dal tema della TRANSIZIONE che investe le imprese industriali e distributive così come i cittadini consumatori connettendo in modo indissolubile l’aspetto ambientale con quello sociale ed e economico.

 

L’introduzione del presidente di PLEF, Paolo Mamo, ha evidenziato sia il pessimismo per l’enfasi sull’intensità promozionale e la competizione di prezzo tra canali e l’ottimismo per iniziative come il Green Retail Forum che stimolano le imprese a raccontare i percorsi virtuosi  avviati che vanno bene se non si riducono a un beauty contest ma sono tasselli di un progetto condiviso di cambiamento che la TRANSIZIONE richiede.

 

Dai dati dell’osservatorio sull’osservatorio dell’Offerta, llaro Ghiselli, consigliere PLEF, responsabile del Green Retail Forum 2021, ha evidenziato come le iniziative comunicate dagli operatori di mercato siano in crescita esponenziale soprattutto per effetto dei produttori industriali e dei fornitori di servizio. I processi esterni (verso il sociale)  sono fra i più applicati, ancor di più di quelli interni( sull’impresa) e degli interventi sui prodotti, ma questi ultimi sono in maggiore aumento in primis per impatti ambientali e in specifico per la lotta al cambiamento  climatico.

L’Oosservatorio dell’innovazione sostenibile presentata da Natalia Massi di Kiki Lab presenta campioni del cambiamento come Patagonia, che reclamizza di non comprare in modo compulsivo, a Ikea che promuove l’usato e GreenPea che promuove il duty beauty.

Infine l’Osservatorio della comunicazione  di Astarea svela la mappa degli end benefit per l’offerta sostenibile tra le promesse di ARMONIA- RAFFORZAMENTO – RASSICURAZIONE e CAMBIAMENTO.

 

La prima tavola rotonda sul tema transizione e future generazioni  esordisce con Stefanini presidente ASVIS che cita la proposta di revisione costituzionale per l’inserimento dei diritti intergenerazionali, già approvata all’unanimità da un ramo del parlamento, a lui si collega il prof. Bin, costituzionalista, che afferma l’esigenza di azionare i diritti per ottenere dei reali cambiamenti quindi ben venga la revisione costituzionale se poi i cittadini si faranno sentire su ciò che non va ad esempio fare programmi attuativi a carico delle prossime generazioni facendo capire che per evitare i bla bla bisogna attivare contenziosi. Maria Vittoria Dalla Rosa dei giovani PLEF  paventa che il sistema attuale stia continuando a correre come un treno su un binario sbagliato e Zuliani di CONAD immagina l’innesto di un cambio automatico o manuale di binario fatto con coraggio come loro hanno fatto ad esempio con la logistica, ribaltando il sistema. Oggi Conad va a ritirare la merce dai fornitori con benefici di emissioni e tempi rispetto a quando ciascun fornitore consegnava.

 

La seconda tavola sulla misura della sostenibilità ha evidenziato da tre imprese cosa può essere misurato, nel caso di AMORIM, gruppo portoghese leader  mondiale nelle forniture di sughero si misura la rigenerazione della propria materia prima, la crescita della forestazione, il bilancio delle emissioni tra quelle prodotte e assorbite. Nel caso di DESPAR SUD si misura lo scambio col territorio in termini di occupazione, forniture locali, servizi ai cittadini consumatori, riduzione di inquinamenti scarti e sprechi e nel caso della Centrale VEGE la misurabilità riguarda le caratteristiche e qualità dei prodotti a marchio, le politiche di fidelizzazione, l’indirizzo e la rendicontazione delle azioni locali sui territori nei confronti dei diversi stake holders come le scuole e i centri sportivi. Un quadro di azioni e attenzioni giudicato da  Valentino Bobbio di Next come un significativo progresso rispetto a pochi anni fa, come risulta anche dalla loro piattaforma Eye On Buy aperta a imprese virtuose che accettano di auto valutarsi con il NEXT INDEX  (5 indicatori per 6 aree governance -personale- clienti- fornitori -ambiente-comunità locale )e sottoporsi al giudizio dei cittadini.

Analoga ma diversa opportunità di misurazione è offerta dalla start up Ecomate rivolta alle PMI  nell’ottica di prepararle alle prossime richieste di rendicontazione della UE previste obbligatoriamente dal 2026. Per la tematica del controllo delle emissioni GS1 ha presentato  la  guida specifica per il controllo delle emissioni nel ciclo logistico offerto da GS1 ai propri associati  con ECOLOGISTICO e le guide lines per l’impostazione della decarbonizzazione con processi circolari facilitati dagli standard di GS1. Tutte opportunità utili a giudizio di Aldo Pozzoli di Accenture che però lancia il messaggio di lavorare in diretta nella pianificazione e gestione delle attività d’impresa con criteri, indicatori e piani dei conti riferibili alle condizioni di sostenibilità che devono poter offrire al management un report continuativo di performances come su qualsiasi voce del controllo di gestione rispetto ad un budget. Impostazione che con SAP Accenture ha sviluppato per mettere sul mercato un sistema gestionale ERP  che in real time governa tutti i data base necessari per la qualificazione di sostenibilità delle operazioni d’impresa.

 

Nella terza tavola Green Marketing e decarbonizzazione, Fabio Iraldo della Scuola  Superiore  S. Anna di Pisa ha esortato all’anticonformismo, a considerare il green washing spesso frutto delle progressive semplificazioni per comunicare temi complessi, quindi in buona fede e comunque a non parlare di zero emissioni, ma usare informazioni e certificazioni che si hanno come evidenze di supporto al marketing specie se sono in grado di ricostruite gli impatti dell’intera catena del valore. Nell’approccio anticonformista  Roberto Brazzale ha contestato la valenza del chilometro zero, del made in Italy forte della propria esperienza che in sintesi afferma come l’imprenditore vada dove si produce meglio, ovvero con più qualità e con più sostenibilità come hanno fatto con la loro azienda lattiero casearia allevando e producendo in Cecoslovacchia con vantaggi per gli animali per la qualità del latte, dei derivati e delle condizioni ambientali. All’anticonformismo si aggiunge il realismo che Renata Pascarelli per COOP Italia, che testimonia argomentando la tesi del Plastic less contro quella del NO PLASTIC sostenuta dal mercato delle materie prime seconde in grado di crescere  e di ridurre l’impatto ambientale mantenendo servizi di funzionalità e garanzie di conservazioni altrimenti non perseguibili. Coripet, con Monica Pasquarelli dimostra che il R-PET  oggi atteso da tanti mercati come materia prima seconda alternativa  ma prioritariamente da preservare per i contenitori di liquidi alimentari.

 

I gruppi di lavoro del pomeriggio hanno fatto emergere sulla decarbonizzazione la necessità ancora irrisolta di un indicatore omogeneo che forse sarà in prospettiva  la  dichiarazione ambientale di prodotto, il superamento del green washing, l’uso delle evidenze di supporto “scientifiche” agli end benefit e sulla sostenibilità digitale un giusto equilibrio tra quello che nella digital innovation aiuta l’ambiente e ciò che sacrifica del sociale.

Il fattore umano è alla base di tutto sia per l’apporto delle politiche necessarie dei regolatori (pensiamo alle scelta da fare a livello planetario su carbone, gas, nucleare e idrogeno), a livello  d’imprese (uso dei brevetti, proprietà di materie prime, controllo algoritmi) e a livello dei cittadini (stili di vita, disponibilità alla spesa, natalità) .

 

Il fattore umano è proprio l’argomento di chiusura del Forum col premio all’Emporio Solidale Italiano selezionato da PLEF come campione di questa distribuzione che si preoccupa in tutta Italia di chi da solo non ce la fa. Quest’anno la scelta ha portato in Campania , in provincia di Caserta, nella valle di Suessola, nel comune di Arienzo dove a fine 2019 è nato l’emporio solidale BUONO A RENDERE dallo sforzo di 15 associazioni del territorio rappresentate da due donne: la Presidente Elena Pera e la coordinatrice Pina Marciano che con la forza del volontariato locale hanno lanciato questa iniziativa in piena pandemia riuscendo ad attivare rifornimenti essenziali di alimentari secchi, prodotti per l’igiene delle persone e della casa, abbigliamento e cartoleria per i più piccoli in età scolare che ora PLEF promuove presso le insegne della GDO partecipanti al FORUM per rinnovare con donazione di merce un legame tra gli operatori del largo consumo e quelli del terzo settore, premessa e prova che la sostenibilità la si vuole sul serio.

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